(Giuseppe Giusto SCALIGERO) – Yvonis Villiomari Aremorici In locos controversos – 1586

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Descrizione

(Giuseppe Giusto SCALIGERO / Joseph Juste SCALIGER) – Yvonis Villiomari Aremorici In locos controversos Roberti Titii animadversorum liber. Ad Nobilissimum virum Andream Oessentum Quinpentonij et Burentelli dominum, Maecenatem suum. Cum Duplici indice, altero auctorum utriusque linguae, qui in hoc libro aut emendantur, aut illustrantur, aut a Titij cesura praua, vel calumnia vindicantur: altero rerum, & vocum memorabilium in utraque lingua – 1586. Lutetiae, apud Mamertum Patissonium Typographum Regium. In Officina Roberti Stephani; brossura settecentesca muta; 16°, cm 16,2; 1.vol; pagg. (4) 197 (6); lievi gore d’acque, nel complesso ottimo esemplare; prima edizione; testo in latino con alcuni lemmi e frasi in greco; frontespizio con marca tipografica e alcuni finali incisi; alcune medaglie incise n.t.; errore di numerazione: pag. 83 ripetuta. RARISSIMA PRIMA EDIZIONE PARIGINA, pubblicata sotto pseudonimo, di questo opuscolo satirico di Giuseppe Giusto Scaligero su Loci Controversi del letterato e filologo sansepolcrese Roberto Tito del 1583.Scalìgero, Giuseppe Giusto (fr. Joseph-Juste Scaliger). – Filologo francese d’origine italiana (Agen 1540 – Leida 1609), figlio di Giulio Cesare. Eccelse nello studio dell’antichità per la perfetta padronanza del latino e del greco cui unì anche la conoscenza dell’arabo e dell’ebraico. Dopo la notte di s. Bartolomeo, S., calvinista dal 1562, si rifugiò a Ginevra e vi ebbe una cattedra (1572-74); nel 1593 successe a Giusto Lipsio nell’univ. di Leida, dove ebbe a scolari D. Heinsius, F. Dousa, U. Grozio. In qualunque testo classico egli mise mano, lasciò la sua impronta: Varrone, Festo, Appendix Vergiliana, Ausonio, gli elegiaci, Teocrito, Bione, Mosco, Manilio. L’edizione di quest’ultimo lo portò ad affrontare problemi astrologici, astronomici, cronologici, donde il De emendatione temporum (1583), che pone su nuove basi l’antica geniale ricostruzione del Chronicon di Eusebio, e il Thesaurus temporum (1606); a lui si deve l’introduzione del periodo giuliano in cronologia. Sua è l’idea di un’ampia raccolta di epigrafi latine.Sembra che questo suo satirico pamphlet, criticando pungentemente la filologia di Roberto Tito, venne accolto con entusiasmo da molti scolastici e che minò la credibilità dell’ avversario contro il quale era rivolto.