Ambrogio CALEPIO (CALEPINO) – Ambrosii Calepini Dictionarii octolinguis Altera pars – 1681

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Descrizione

Ambrogio CALEPIO (CALEPINO) – Ambrosii Calepini Dictionarii octolinguis Altera pars. Infinitis pene Latinis & à probatissimis Autoribus usurpatis tum puris, tum barbaris vocibus, hic notulis jampridem inclusis exornata. Editio Novissima. Nunc a R. P. Laurentio Chiffletio Soc. Jesu Presbytero revisa, quamplurimis aliis dictionibus aucta, atque innumeris quae alias irrepserant mendis expurgata, et Supplemento Joannis-Ludovici De La Cerda eiusdem Societ. propriis locis reposito, elegantiori ordine illustrata exhibentur – 1681. Lugduni, sumptibus Laurentii Arnaud, Petri Borde, Joannis & Petri Arnaud; piena pergamena con titoli manoscritti al dorso; folio, cm 40; 1 vol. (opera incompleta); pagg. 862; tracce d’uso e macchie alla rilegatura, occhietto mancante, pagg. 3 con strappo alle ultime righe inferiori, fioriture, nel complesso buon esemplare; testo in latino su due colonne; frontespizio r/n con marca tipografica incisa; vignette, capilettere e finali incisi. Ambrogio Calepio (Castelli Calepio, 1435 – Bergamo, 1511) è stato un linguista italiano.Ambrogio Calepio (detto Calepino), il cui nome di battesimo era Giacomo (ma universalmente conosciuto come Ambrogio), nacque da una ricca e nobile famiglia di Bergamo negli anni compresi tra il 1435 ed il 1440, dato che al riguardo mancano documenti certi.Il padre, il conte Trussardo Calepio, garantì immediatamente una notevole istruzione al figlio il quale, seguendo la tradizione per i cadetti delle famiglie nobili, nel 1458 entrò nel convento dell’ordine degli eremitani di S. Agostino, dove prese il nome di Ambrogio.Dopo avere svolto il noviziato in numerosi monasteri delle città lombarde (Milano, Cremona, Brescia e Mantova), ritornò nella propria città natale, dove ebbe modo di affinare le proprie conoscenze tanto che cominciò a dedicarsi alla preparazione di un vocabolario.La prima edizione del Dictionarium latinum fu pubblicata nel 1502 dal tipografo emiliano Dionigi Bertocchi, ma fu considerata incompleta a causa di omissioni ed aggiunte inopportune eseguite dal tipografo stesso. Il Calepio si mise subito al lavoro per migliorare e completare la sua opera, realizzandone in breve tempo una seconda edizione.Nell’edizione del 1502 il dizionario era monolingue in latino e conteneva molte citazioni. La versione pubblicata nel 1509 era invece in quattro lingue: ebraico, greco, latino e italiano. Continuò per altri anni la sua fatica ma, anche a causa della sopraggiunta cecità, non riuscì a vedere il risultato delle sue fatiche. Morì nel suo convento nel 1511, e la sua opera fu portata a termine dai suoi confratelli. I risultati si videro nel 1520 quando il bergamasco Bernardino Benaglio stampò la ventiquattresima edizione, considerata quella definitiva del vocabolario, ormai conosciuto in tutta Europa come Calepino, in onore del suo inventore, anche grazie al fatto che, successivamente, la sua opera assumerà un carattere poliglotta, con versioni in numerose lingue moderne. Ancora oggi nella lingua italiana la parola calepino è sinonimo di vocabolario.