La conservazione dei libri antichi

Uno degli aspetti, purtroppo, maggiormente sottovalutati inerenti il libro antico è la sua corretta conservazione.

Non è raro imbattersi, infatti, in imponenti collezioni – private così come, seppur più di rado, proposte per la vendita da librai – in ormai precarie condizioni conservative, causate da uno scorretto mantenimento dei testi.

Vediamo quindi ora di indicare alcune “regole auree” per conservare al meglio i libri antichi:

1) Arearli periodicamente. È buona abitudine sfogliare lentamente i testi con cadenza almeno bimestrale, facendo prendere aria all’insieme delle pagine.

2) Riporli negli scaffali senza comprimerli. Quando andiamo a sistemare i libri nella nostra libreria evitare di comprimerli per evitare di danneggiare le rilegature e per scongiurare il propagarsi di una eventuale presenza di parassiti della carta da un tomo ad un altro.

3) Non utilizzare mai librerie chiuse. Nella scelta della destinazione dei libri non prendiamo in considerazione mobili chiusi da ante, siano esse in legno o in vetro. Se proprio, orientiamoci piuttosto sulle ante con griglia metallica che possa favorire un ricambio d’aria.

4) Pulizia. Provvediamo ogni settimana ad una buona spolverata dei volumi e degli scaffali che li ospitano, anche al fine di prevenire una possibile infestazione tarlacea.

5) Trattamento antiparassitario. Non è affatto raro che i libri antichi – e non – possano diventare preda di molti insetti e parassiti della carta, tarli in primis. Vi sono trattamenti anti-tarlo specialistici che eliminano il problema in modo assolutamente perfetto. Tali trattamenti sono però notevolmente complicati, per cui abbastanza dispendiosi. Vi è però un’ottima alternativa “domestica”: l’uso della canfora. Provvediamo a rimuovere, come prima cosa, gli insetti ancora vivi con un pennello fine e molto morbido. Una volta eliminati i parassiti e la polvere da loro prodotta spargiamo un po’ di canfora nei fori e nei camminamenti che si sono venuti a creare nelle – e tra le – pagine. Qualora pure la rilegatura fosse stata intaccata applichiamo il trattamento anche ad essa, se possibile. Infine chiudiamo il libro in uno o più strati di cellophane (anche di quello per uso alimentare), dando un’ulteriore passaggio di canfora tra libro e rivestimento. Provvederemo quindi alla “riapertura” del libro dopo un mese – in casi di infestazione massiccia, lasciamone passare anche due – e rimuoveremo, sempre per mezzo di un pennello, la polvere di canfora. Quindi lasciare areare per almeno una giornata.

5 bis) Parallelamente al trattamento dei libri, ci dobbiamo assicurare che i parassiti non abbiano intaccato anche gli scaffali. Se così fosse rimuoviamo gli insetti anche dal legno e diamo una mano di canfora su tutta la zona interessata. In alternativa, o meglio come aggiunta successiva, stendiamo un “velo” di foglie di alloro, di cedro del Libano o di lavanda sullo scaffale, facendo attenzione a non fare entrare queste in contatto con la carta, in quanto la loro parte oleosa può produrre macchie.

6) Evitare di estrarre i volumi prendendoli dalle estremità del dorso. Cerchiamo sempre di prendere il libro da metà dorso e mai dalle estremità per evitare di produrre abrasioni o veri e propri cedimenti legatori.

7) Non disporli in modo che possano essere sotto luce diretta. Altresì scongiurare la vicinanza di fonti di calore e ambienti troppo umidi.

8) Evitare spiegazzamenti vari delle pagine e leccate di dita per girare i fogli. Per maggiore cura, si consiglia di maneggiare i volumi antichi con appositi guanti.

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