Il mercato del libro antico nell’era digitale ed i suoi rischi

È innegabile che il sopravvento del web in ogni settore commerciale abbia pesantemente influenzato anche quegli ambiti “di nicchia”, che fino a pochi anni fa si pensavano poco intaccabili dal commercio online.
Uno di questi è il mercato del libro antico, che ha subito pesanti modificazioni e vere e proprie “ristrutturazioni” nelle tecniche commerciali.
Non può essere considerato un aspetto piacevole, ma le librerie antiquarie fisiche che non vantano una presenza su internet sono destinate all’oblio.
Ormai qualunque forma di vendita, di pubblicità – per non dire quasi ogni attestato di esistenza e di presenza – si svolge nell’etere telematico. Esistono ancora librai antiquari che svolgono la propria attività esclusivamente nel punto vendita e, per quanto sia una gioia sapere che ancora resistano, si trovano perennemente sull’orlo del baratro.
I collezionisti si sono presto, e bene, adeguati alle opportunità che le compravendite online offrono.
Se un tempo per cercare un raro testo del XVI secolo si era “costretti” a numerosi viaggi – a volte pure all’estero – per verificare disponibilità presso decine di librerie antiquarie o si aspettavano febbrilmente le varie tornate d’asta, ora questi viaggi e queste attese – vere e proprie febbri collezionistiche – si possono tranquillamente vivere in poltrona davanti al monitor.
Non si può negare che si sia perso qualcosa per strada, ossia quel piacere della “scoperta sudata”, della “ricerca infinita” a volte premiata da un ritrovamento aspettato per anni.
Ora è tutto più frenetico ed a portata di mano.
Oggi è sufficiente una buona conoscenza dei funzionamenti di una ricerca mirata sul web per poter ritrovare il testo cercato ovunque questo venga proposto. Ovviamente, nel caso delle librerie antiquarie, questo fenomeno ha portato inevitabilmente ad un assottigliarsi quantitativo e qualitativo della cosiddetta “clientela fissa”, eccezion fatta per i bibliofili più affezionati e spinti anche dal rapporto umano oltre che da quello commerciale.
Quindi la libreria antiquaria oggi deve, giocoforza, essere preparata ad affiancare la vendita online a quella fisica, a dare un’immagine di sé come di una realtà dinamica e presente sul virtuale per poter essere “competitiva”. Purtroppo, e chi scrive ne è convinto per primo, questi radicali mutamenti “imposti” hanno snaturato l’essenza stessa della libreria antiquaria, ossia quella di un punto fisso, di un punto di raccolta per bibliofili e per lettori esigenti.
Ma vi è anche il rovescio della medaglia. Se per un collezionista oggi la ricerca di un testo è molto più semplificata ed immediata, c’è da dire che il “sovraffollamento virtuale” di venditori di libri antichi espone a non pochi rischi.
Chiunque senza un minimo di bagaglio professionale ed esperienziale può, grazie ad internet ed ai suoi market place, improvvisarsi libraio antiquario. Non fraintendiamo, in molti cominciano questa professione da zero e arrivano a raggiungere ottimi standard qualitativi.
Il problema è invece quando un cosiddetto venditore si ferma all’aspetto commerciale, alla pura vendita di un oggetto, senza andare ad approfondire la conoscenza bibliografica, tecnica, storica e culturale del libro. E purtroppo, ad oggi, di questi venditori c’è sovrabbondanza.
Dai portali di vendita libraria ai social network assistiamo all’invasione di “librai” improvvisati (ma la cui l’improvvisazione dura ormai da anni e non più da pochi mesi) che propongono testi antichi per la vendita senza uno straccio di scheda tecnica, senza una minima conoscenza del libro antico, senza una descrizione dello stato conservativo, ecc.
Pare che bastino due foto, titolo ed anno di stampa per descrivere compiutamente un libro antico.
Il rischio cui si espone un cliente nel trattare con questi personaggi è altissimo, ed ambivalente. Il rischio da parte dell’acquirente di andare incontro a vere e proprie fregature ed il rischio per i librai seri di essere accomunati a certi “avvoltoi” e per la categoria tutta di finire bollata come “inaffidabile”.
Quindi la piaga dello sdoganamento della vendita dei libri antichi sul web tocca tutti noi, librai e collezionisti.
Da entrambi i lati della compravendita bisogna esigere serietà e correttezza. Professionalità e bagaglio culturale del libraio sono due qualità imprescindibili che compensano, a volte, anche la proposta di titoli mediocri.
Purtroppo internet ha, da un lato, quindi esposto bibliofili e colleghi alla presenza scomoda di venditori senza alcuna conoscenza del libro antico e senza alcuna voglia di farsela, attirati solo dall’arrotondamento mensile di qualche centinaia d’euro.
Ma essendo queste le regole del gioco, non possiamo fare un discorso di tipo normativo (quasi tutti i venditori di questo genere sono regolari, chi vende occasionalmente non è contemplato, anzi questi ultimi si rivelano spesso più seri di tanti altri che operano per mestiere), ma deontologico: siamo noi librai antiquari a dover indirizzare il cliente ed il bibliofilo – che comunque è spesso smaliziato e possiede buon fiuto per le fregature – verso chi ha fatto del libro antico non solo una scelta commerciale ma una “di vita”, mirata sì alla vendita, ma anche alla conservazione ed alla valorizzazione dei libri antichi.
I venditori senza scrupoli, sul lungo periodo, si sbugiardano da soli; è nel breve periodo che possono giocare sull’ “appetibilità” di tecniche di vendita e di presentazione più stringate e quindi per alcuni più snelle e facili.
Ricordiamoci che il libro antico non è un articolo di cancelleria, necessita di studio e di comprensione e che la sua commercializzazione non si può ridurre al mero momento della vendita. Per i suoi più intimi ad appassionati conoscitori l’acquisto di testo antico è semplice ed immediato in virtù della padronanza con questo mondo magico, ma questi bibliofili non hanno bisogno alcuno di essere messi in guardia dai mercatinari del web. Il problema sorge per chi si sta affacciando al collezionismo librario, è su questa fascia di persone che i truffaldini vanno a giocare, alzando i prezzi, presentando l’acquisto di libri dozzinali – ma a volte anche di pregio – come un investimento sicuro ed estremamente redditizio (si leggono a volte inserzioni che parlano di rivalutazioni annue del libro antico stimate sul 25% ed altre amenità simili), instaurando legami personali costruiti ad hoc per carpire fiducia che si andrà poi a rivelare come mal riposta.
Per concludere, il web ha certamente ampliato gli orizzonti del nostro settore, ma ha esposto tutti gli attori in causa a notevoli rischi, a concorrenza sleale e non qualificata ed a vere e proprie truffe mal mascherate.
Sta quindi a tutti noi essere cauti e vigili nei confronti di certi personaggi, pretendendo sempre la maggiore qualità e trasparenza da libraio e da acquirente, due caratteristiche fondamentali per operare in questo ambito.

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